Dormire bene contro l’Alzheimer
Il nostro cervello ha la capacità di “pulirsi” durante il sonno.
Il nostro cervello produce continuamente rifiuti metabolici, sostanze di scarto, sottoprodotti dell’attività dei neuroni che, se non adeguatamente smaltiti, possono accumularsi e diventare potenzialmente dannosi (Università di Oulu, “The Proceedings of the National Academy of Sciences” e “Advanced Science”).
Il processo di “smaltimento rifiuti” avviene principalmente durante il sonno, attraverso il movimento dei liquidi, in particolare il liquido cerebrospinale (liquor) e il sangue, che fluiscono nel tessuto cerebrale. Le pulsazioni cardiache, respiratorie e del movimento delle pareti dei vasi sanguigni modulano il ritmo del flusso dei liquidi, garantendo il processo di smaltimento dei rifiuti.
Grazie ad una risonanza magnetica ultrarapida (5 min), sviluppata dal gruppo di ricerca in neuro-imaging funzionale (OFNI), i ricercatori finlandesi sono riusciti ad osservare in tempo reale il movimento delle molecole d’acqua nel cervello umano. Durante il sonno il sistema di pulizia si velocizza.
Le pulsazioni respiratorie e vasomotorie accelerano, favorendo il flusso dei liquidi; solo quelle cardiache rallentano, per la riduzione dei valori pressori da vasodilatazione.
Durante il sonno, inoltre, le onde vasomotorie lente (inferiori a 0.1 Hz) influenzano l’attività elettrica del cervello, soprattutto nelle aree posteriori deputate all’elaborazione di stimoli sensoriali con maggior rimozione delle scorie: ricordarci tutto non serve.
Questo processo è chiamato “pruning sinaptico” (o potatura sinaptica), processo di eliminazione delle connessioni neurali (sinapsi) deboli, ridondanti o inutilizzate nel cervello.
Come durante la potatura degli ulivi, ottimizziamo l’efficienza delle nostre reti rimodellando i circuiti neurali secondo il principio del “use it or lose it” (usa o perdi). Le connessioni stimolate dall’esperienza e dall’apprendimento si rafforzano, mentre quelle superflue vengono rimosse per evitare che il sistema si
ingolfi.


Con l’età questo sistema di “autopulizia” rallenta, con il rischio che i rifiuti metabolici si accumulino. Un fenomeno associato a disturbi della memoria e a patologie neurodegenerative.
L’obiettivo non è solo osservare, ma intervenire su questo processo. Riposare bene durante
la notte è già terapia.
Un tempo si diceva “andare a dormire al calar della notte e svegliarsi al levar del mattino“.
Le ore che trascorriamo a dormire servono al cervello per rigenerarsi, mantenerci lucidi, sani e magari, anche un po’ più giovani.
L’età cerebrale (Brain Age Index, BAI), un indice neurofisiologico ottenuto tramite elettroencefalogramma del sonno e modelli di intelligenza artificiale, è distinta da quella anagrafica ed è calcolabile analizzando dettagli microscopici delle onde cerebrali. Quando il BAI risulta superiore all’età anagrafica, il rischio di sviluppare demenza cresce in modo significativo: aumento del 40% ogni dieci anni di differenza. Un BAI positivo indica un invecchiamento cerebrale accelerato; un BAI negativo suggerisce invece maggiore resilienza. A differenza delle tradizionali misure del sonno, come durata o qualità, viene valutata la microstruttura dell’EEG: onde delta profonde, fusi del sonno, oscillazioni cerebrali legate a memoria, apprendimento e recupero neuronale (Università di San Francisco e il Beth Israel Deaconess Medical Centre di Boston, pubblicazione su “JAMA Netword Open”).
Influire su peso corporeo, sedentarietà, apnea notturna ha effetto diretto sulla salute cognitiva futura.
La notte porta consiglio,
nelle braccia di Morfeo
si spegne il giorno
si accendono i lampioni
le strade tornano vuote
e silenziosamente
torna la vita.
Autori articolo:
Maurizio Grandi (oncologo immunoematologo, direttore di La Torre)
Arianna Ballati (psicologa e nutrizionista)
Gaia Lungavita (tirocinante in psicologia)
Bibliografia:
Montebelli, M.R. (2026, 21 Aprile). Il cervello ha un’età segreta. E la rivela mentre
dormiamo. Il Sole 24 Ore. https://www.ilsole24ore.com/art/il-cervello-ha-eta-
segreta-e-rivela-mentre-dormiamo-AIxSc8bC
Bubu, O. M. (2026). Sleep electroencephalography brain age—A window into
incident dementia risk. JAMA Network Open, 9(3), Articolo e261494. doi.org
Montebelli, M. R. (2026, 15 aprile). Dormire “ripulisce” il cervello dalle scorie del
giorno e ci rigenera. Il Sole 24 Ore. https://www.ilsole24ore.com/art/dormire-
ripulisce-cervello-scorie-giorno-e-ci-rigenera-AI2oKwSC.