Il 21 giugno 2026 è la Festa europea della Musica per celebrare il solstizio d’estate.
Nata nel 1982 su iniziativa del Ministero della cultura francese per tutelare e valorizzare i quattro milioni di strumenti musicali, spesso non utilizzati, che rischiavano di essere dimenticati.

“La musica dappertutto e in nessun luogo”.

Nelle piazze, nelle scuole, nei musei, nelle strade e perfino negli aeroporti, la musica è protagonista di un forte messaggio di accessibilità universale, rivolto ad ogni popolo e cultura. A celebrare il giorno più lungo dell’anno, di cui spesso dimentichiamo l’intrinseca importanza avuta nella storia, fin dalle civiltà antiche. Il solstizio è il giorno del “matrimonio” tra Sole e Luna, quando natura e magia si incontrano.

La musica rappresenta una delle più complesse manifestazioni di geometria e percezione.
Una nota non è soltanto una frequenza. E una musica non è semplicemente un insieme di note, ma un intreccio coerente, armonico, strutturato costituito da una complessa varietà di note, timbri, frequenze, ritmi.

Viviamo immersi in un universo di frequenze.

Le percepiamo quando ascoltiamo una melodia, quando guardiamo i colori dei fiori, ma esistono ben oltre i limiti dei nostri sensi. Ogni corpo, ogni cellula, ogni organismo emette, riceve e elabora dei segnali. Luci, colori, musiche, suoni, sensazioni arrivano ai nostri organi come lunghezze d’onda, frequenze, onde fisiche. Ma la ricerca della frequenza di Dio (432 Hz, 440 Hz, a seconda del profeta) ha trascinato la musica dentro un riduzionismo materialistico che ne ha cancellato la dimensione etica ed estetica. Quello che resta è un mercato del benessere, con le sue promesse di “DNA ristrutturato”, “guarigione cellulare”, “armonia con la Terra”.

La realtà storica ci racconta un’altra verità, smascherando i falsi miti, e riportandoci al suo messaggio universale.

Prima del XIX secolo non esisteva alcuno standard di accordatura in Europa: l’intonazione variava da città a città, creando problemi pratici per musicisti itineranti e cantanti d’opera. Nel 1859 la Francia stabilì il primo standard nazionale a 435 Hz, un compromesso per proteggere le corde vocali dei cantanti dalle accordature sempre più alte delle orchestre. Giuseppe Verdi appoggiò questa iniziativa e, in una lettera del 1884, si dichiarò disponibile ad accettare anche il 432 Hz, purché fosse unico. Il suo obiettivo era porre fine al caos: la musica doveva essere un ponte per unire e far la Pace in un’Europa in fermento sotto i movimenti di unità nazionale.
La conferenza di Londra del 1939 scelse il 440 Hz.

Così arbitrariamente vennero definite due frequenze, che il mercato oggi ha individuato come “le frequenze di Dio”. Il 432 Hz sembrerebbe in armonia con il “battito cardiaco della Terra” a 8 Hz, ma la frequenza fondamentale di Schumann è circa 7,83 Hz (non 8), e le sue armoniche non seguono una progressione musicale ma dipendano dalla geometria sferica della cavità terra-ionosfera. Quindi la domanda continua a essere: ma Dio come può essere una sola frequenza?

Per far tornare a suonare tutte le frequenze, per dare nuovo spazio alla musica, oggi a La Torre, nelle attività di ricerca, sperimentazione e applicazione terapeutica, vengono utilizzati strumenti che integrano aspetti musicali, percettivi e neurofisiologici.

Il theremin suonato con l’aria, i suoni binaurali per sollecitare gli emisferi, la Musica Simmetrica Pitagorica, sviluppata dal compositore e ricercatore Peter Hübner, basata sulle proporzioni matematiche presenti in natura, con l’obiettivo è creare strutture sonore armonicamente coerenti con i canoni aurei di matematica e geometria.

La musica, accompagnata dai più caratteristici strumenti, dalle tradizioni popolari e dalla condivisione che nasce dal folklore restituiranno quel tutto che nessuna singola frequenza potrà mai fare.

“Nel cinguettio di un uccello c’è un concerto. Nella voce, un’orchestra.”
(Peter Hübner)

Autori dell’articolo:

Maurizio Grandi (Oncologo Immunoematologo, Direttore de La Torre)
Arianna Ballati (Psicologa e Nutrizionista. Neuroscienze e Nutraceutica)
Alina Jitaru (Tirocinante in psicologia)

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Strumenti musicali storici a La Torre:

Musica occitana in Val Maira:

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