Grazie a Voi del ricordo, degli auguri non solo per un genetliaco, segno del tempo che scorre ma anche per la fiducia in un “Progetto Uomo” che lungo quel tempo ci accompagna.
Fiducia sempre più rara a fronte della fuga verso sicurezza e certezza, in spazi sempre più recintati.
La fiducia non è figlia della certezza; “fides” è il filo che lega chi non possiede prove. Non offre certezze né promesse. Come “credito”, da credere. Ma la Fiducia permette di agire quando non possiamo sapere: “vulnerabilità accettata”.
La fiducia implica un volto, una libertà, la responsabilità di scegliere, di sbagliare, di ricominciare; patto invisibile su cui si reggono le piccole e grandi Istituzioni, con cui si dà forma ai sogni.
Versione adulta di coraggio.
One Health Project, per vedere quello che non puoi immaginare,
per sperare contro la speranza,
per credere contro la credenza.
Dove ogni uomo, ogni donna possa e debba avere un ruolo attivo nella salvaguardia della propria salute e dell’ambiente. Con coerenza: la salute non è mai disgiunta dalla qualità della vita, dalla cura, dall’attenzione.
Il cancro, le malattie del Sistema Nervoso non hanno soluzioni rapide o definite.
L’approccio minimalista che vede il Tumore una malattia come le altre, con opportunità di profitto e potere, legato alla sua crescita e agli investimenti sulla spesa farmaceutica, spesso su basi empiriche (Cesare Maltoni) ha portato 400.000 nuovi malati per anno e 185.000 morti, in Italia. Non abbiamo certezze, ma speranze, sogni.
Come quella che aveva costruito Maltoni a Bologna, oggi Cooperativa Sociale Istituto Ramazzini di Ricerca Scientifica contro il cancro e le malattie ambientali.
Per realizzalo avremmo, abbiamo bisogno di Voi.
“Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di lasciare a coloro che verranno terra sana e pulita da coltivare”.
E’ Gandalf, il mentore della Terra di Mezzo di Tolkien, riscoperto dalla “Magnifica Humanitas” di Leone XIV.
Dare forma al proprio tempo. Lo stesso messaggio “laico” di Cesare Maltoni, di Carlin Petrini. Far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, rimanendo umani, alleati a verità, bontà, bellezza. “Sano, buono e giusto”, il cibo quotidiano.
Individuo, cibo in una logica di sussidiarietà, con tutte le persone coinvolte.
Maurizio Grandi