Un tempo si diceva “l’estate è la mamma dei poveri“.
Quando le risorse erano scarse, l’estate era un sollievo: più luce, meno consumi, meno spese per le famiglie, meno bisogno di vestirsi e il cibo si trovava anche sugli alberi. Oltre al cappotto, ci si spogliava dei chili in più che ci avevano tenuto al caldo nei mesi invernali e le vacanze erano il tempo della leggerezza che rispondeva al tempo della pausa della Terra.

E oggi?

L’estate fa ingrassare e il caldo aumenta la fame.

Son cambiati i tempi, i ritmi circadiani e stagionali.
Ognuno va in vacanza quando vuole, non sempre d’agosto, magari anche da solo.
L’economia continua a girare, e mentre il portafoglio si svuota, la pancia si gonfia.
La Terra non va in vacanza, ma produce incessamentemente forzata da un’agricoltura che non conosce stagioni. Come l’Uomo che senza fermarsi si inventa il digiuno intermittente per tentare di ristabilire un ritmo artificiale che non segue origini, né orari.

“Il sole fa venir fame”

L’esposizione ai raggi solari UVB stimola il rilascio di grelina (ormone della fame) nell’ipoderma (tessuto adiposo sottocutaneo), riducendo contemporaneamente i livelli di leptina (ormone della sazietà). Questo induce le persone a avere più fame e quindi a mangiare di più, soprattutto negli uomini.

In particolare:

  • Gli UVB danneggiano il DNA cellulare della pelle,
  • attivando la proteina p53,
  • che innesca la trascrizione della grelina negli adipociti cutanei,
  • che entra nel flusso sanguigno e stimola il cervello a cercare cibo.

Differenza di genere: Negli uomini, la grelina aumenta rapidamente dopo l’esposizione al sole. Nelle donne, gli estrogeni interferiscono con l’interazione biochimica, bloccando l’aumento dell’appetito. (Università di Tel Aviv, Nature Metabolism),

“Se bevi meno, mangi di più

La disidratazione estiva, dovuta al bere poca acqua e alla sudorazione, spinge l’ipotalamo a sovrapporre gli stimoli di fame e sete e indurre la fame per compensare alla carenza di elettroliti, sali minerali e zuccheri persi con l’eccessiva sudorazione estiva. Mangiare diventa un meccanismo di contrasto alla perdita di liquidi e nutrienti quando non si beve a sufficienza e si suda in abbondanza.

“Il sonno irregolare aumenta la fame”

Le variazioni del ritmo sonno-veglia, comuni d’estate, abbassano i livelli di serotonina, con conseguenti sbalzi d’umore che spingono a cercare cibi ricchi di zuccheri per stimolarne la produzione. Dormire poco innalza la grelina e abbassa la leptina, e la fame aumenta.

E quindi?

Il nostro invito
a un’estate di riposo,
fatta di scelte consapevoli,
di ritmi che seguono
i momenti della Terra
e delle stagioni.

Autori dell’articolo:
Maurizio Grandi (Oncologo Immunoematologo, Direttore de La Torre)
Arianna Ballati (Psicologa e Nutrizionista. Neuroscienze e Nutraceutica)
Anny Dherin (Tirocinante in Nutrizione)

Bibliografia:

  • Parikh, S., Parikh, R., Michael, K. et al. Food-seeking behavior is triggered by skin ultraviolet exposure in males. Nat Metab 4, 883–900 (2022). https://doi.org/10.1038/s42255-022-00587-9
  • Dieguez, C., Nogueiras, R. Sun exposure stimulates appetite in males. Nat Metab 4, 796–797 (2022). https://doi.org/10.1038/s42255-022-00592-y
  • Spiegel K. et al. (2004). Sleep curtailment is associated with decreased leptin, elevated ghrelin and increased hunger.
  • Taheri S. et al. (2004). Short sleep duration is associated with reduced leptin, elevated ghrelin and increased BMI.
  • Armstrong LE. Review sulla fisiologia della disidratazione e regolazione dell’idratazione.
  • https://www.cucina-naturale.it/fa-la-dieta-giusta/strano-ma-vero-esporsi-al-sole-fa-venire-fame-ma-solo-ai-maschi/

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