Non è mai troppo tardi per proteggere il cervello.
Cambiare dieta dopo i 50 anni riduce del 25% il rischio di sviluppare Alzheimer e altre forme di demenza
(“Neurology”, Università delle Hawaii).
Non basta aggiungere cibi sani se non vengono eliminati dalla dieta quelli ultraprocessati e ad alto contenuto di zuccheri semplici: i benefici di frutta e verdura vengono annullati da un elevato consumo di zuccheri semplici e prodotti processati, spesso ricchi di grassi di bassa qualità e ad alto indice glicemico.
La prevenzione delle demenze non si basa su singoli alimenti, ma su un modello nutrizionale complessivo.
In particolare, nell’Alzheimer il microbiota alterato (disbiosi) porta al rilascio di LPS (lipopolisaccaridi) e metaboliti infiammatori che viaggiano nel sangue e sono responsabili della perdita di integrità della barriera intestinale, con conseguente permeabilità della barriera emato-encefalica che protegge il cervello dalle tossine.

Il nostro impegno verso la fragilità passa dal cibo, dalla terra, dalla continua stimolazione dei sensi, dai gusti, alle musiche, ai profumi, attraverso la ricerca costante della qualità.

Autori articolo:

Maurizio Grandi (oncologo immunoematologo, direttore di La Torre)

Arianna Ballati (psicologa e nutrizionista)

Gaia Lungavita (tirocinante in psicologia)

Bibliografia

Oggianu, L. (2026, 14 aprile). Alzheimer, la prevenzione passa dal piatto. DottNet.
https://www.dottnet.it/articolo/32542117/alzheimer-la-prevenzione-passa-dal-
piatto

Ballati, A. (2025). Effetto Warburg [Tesi di laurea inedita].

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