I recenti successi scientifici nella lotta ai tumori ad alto rischio rappresentano il culmine di un percorso lungo oltre trent’anni, costellato di fallimenti commerciali, intuizioni geniali e scoperte biochimiche fondamentali.

Nell’agosto 2026 Moderna e Merck (MSD) hanno annunciato risultati brillanti nella Fase 3 di sperimentazione clinica per il vaccino terapeutico personalizzato contro il melanoma (mRNA-4157/V940).

Il vaccino non è preventivo ma terapeutico e personalizzato. Viene prelevato un campione di tessuto tumorale dal paziente dopo la rimozione chirurgica.Si identificano fino a 34 neoantigeni (le mutazioni specifiche del tumore di quel singolo individuo). L’mRNA viene sintetizzato per istruire il sistema immunitario a colpire solo quelle specifiche cellule.

È indicato per pazienti con melanoma ad alto rischio di recidiva (stadio III o IV resecato).

Utilizzato in combinazione con l’immunoterapico Keytruda (pembrolizumab) di Merck, il vaccino ha dimostrato nei dati a lungo termine di ridurre del 49% il rischio di recidiva o morte e del 59% il rischio di metastasi a distanza rispetto al solo immunoterapico.

L’mRNA da solo è fragile e instabile, gli enzimi (RNasi) la distruggono in pochi secondi, e la sua carica negativa le impedisce di penetrare la membrana cellulare. La soluzione è arrivata dalla tecnologia dei liposomi.

Scoperte negli anni ’60 da Alec Bangham, le strutture liposomiali si sono evolute negli anni ’80 (grazie anche a Robert Malone e Philip Felgner sulla trasfezione guidata da lipidi cationici) fino a diventare le moderne Nanoparticelle Lipidiche (LNP). Si tratta di microscopici gusci di grasso (lipidi) che racchiudono l’mRNA proteggendolo dalla degradazione e fondendosi con la membrana delle cellule per rilasciare il codice genetico direttamente all’interno del citoplasma.

Dagli anni ’90, i ricercatori hanno cercato di sfruttarlo per presentare gli antigeni tumorali al sistema immunitario.

I primi tentativi fallirono sistematicamente per due ragioni:

  1. L’organismo riconosceva l’mRNA sintetico come un virus invasore, scatenando reazioni immunitarie distruttive prima ancora che la cellula potesse produrre le proteine utili.
  2.  Inizialmente si prendevano di mira gli antigeni associati al tumore (presenti anche in tessuti sani), contro i quali il sistema immunitario era già tollerante, portando a risposte deboli.

Gli scienziati Katalin Karikó e Drew Weissman alla University of Pennsylvania. Nel 2005 scoprirono che modificando chimicamente una delle basi azotate dell’RNA (sostituendo l’uridina con la pseudouridina), la molecola diventava invisibile al sistema radar infiammatorio della cellula, moltiplicando la produzione proteica senza causare rigetto. Questa scoperta è valsa loro il Premio Nobel per la Medicina nel 2023.

Nel 2006, Merck acquisì l’azienda biotech Sirna Therapeutics per la cifra record di 1,1 miliardi di dollari, convinta di poter rivoluzionare il mercato dei farmaci biologici. La tecnologia si scontrò con insormontabili barriere di distribuzione cellulare e tossicità sistemica.
Dopo anni di trial falliti e miliardi investiti, nel 2014 Merck gettò la spugna e svendette l’intera divisione RNA ad Alnylam Pharmaceuticals per appena 175 milioni di dollari.
Nel 2010 lo scienziato Derrick Rossi della Harvard University, insieme a investitori di punta come Flagship Pioneering, fondò una start-up focalizzata esclusivamente sull’utilizzo terapeutico dell’mRNA modificato: ModeRNA (Modified RNA). Stéphane Bancel investì sull’oncologia medica personalizzata.
Moderna non aveva liquidita ne l’infrastruttura clinica per condurre i lunghi e costosissimi trial oncologici.
Nel frattempo, Merck aveva sviluppato Keytruda (pembrolizumab), un farmaco immunoterapico di enorme successo in grado di “togliere il freno” al sistema immunitario contro i tumori.

Combinare le due tecnologie poteva essere la chiave di volta:
Keytruda sblocca i linfociti T, mentre il vaccino mRNA di Moderna fornisce loro l’indetikit preciso del melanoma da aggredire.

La pandemia di COVID-19 ha validato globalmente la sicurezza e l’efficacia industriale delle piattaforme a mRNA e LNP su miliardi di persone, la strada per accelerare i trial oncologici sul melanoma è stata spianata, trasformando una scommessa di vent’anni fa nella prima solida terapia oncologica a mRNA approvata nei trial avanzati.

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