«Se non sai dove andare, torna da dove sei venuto».

Da sempre l’essere umano cerca le proprie radici attraverso i ricordi di famiglia, le fotografie ingiallite dal tempo, i racconti tramandati dai nonni. Scavando nel passato alla ricerca di quel filo invisibile che collega ogni generazione a quelle che l’hanno preceduta.
Tentativo di rispondere alle domande più antiche dell’umanità: “Chi siamo?” “Da dove veniamo?”

Genealogia (dal greco geneá “origine, stirpe” e lógos “studio, discorso”), è il racconto delle nostre origini, ricostruisce la storia e la discendenza di una famiglia o di una stirpe a partire dal suo capostipite.

Ma cos’è un gene?

Gregor Mendel (1822- 1884), lavorando sulle piante di pisello, aveva compreso che esisteva qualcosa che passava dai genitori ai figli, trasmettendo caratteristiche e somiglianze. Seppur non fossero state formulate ipotesi sulla natura del gene, la sua esistenza era una realtà.
Nel 1906 William Bateson coniò il termine genetica, per indicare l’ereditarietà dei caratteri e nel 1909 Wilhelm Ludvig Johannsen introdusse la parola gene, per indicare l’unità che trasmette i caratteri dai genitori ai figli.

”Il gene non è solo l’unità fondamentale dell’ereditarietà, ma la base della vita”.
(Hermann J. Muller)

La grande svolta avvenne nel 1953, quando, rubando le ricerche di Rosalind Franklin, James Watson e Francis Crick identificarono la struttura del DNA.
Per la prima volta l’umanità scopriva il linguaggio con cui la vita scrive sé stessa.

Il 25 giugno 2000, il mondo assistette a un altro momento storico: Bill Clinton e Tony Blair annunciarono il completamento del sequenziamento del genoma umano.
Il grande libro della vita era stato aperto con l’illusione di poterne comprendere tutti i segreti.
Dietro quel traguardo si era consumata una sfida scientifica, intellettuale, ideologica. Da una parte Craig Venter, ateo, materialista e liberale, si era battuto a proprie spese per arrivare primo al sequenziamento; dall’altra Francis Collins, evangelico, fondamentalista, era stato il responsabile del Progetto Genoma Umano finanziato da USA e Regno Unito.

Ma, ancora oggi, più il genoma si svela, più mostra la sua complessità.
“Piuttosto che a una Stele di Rosetta, il genoma umano è un disco di Festo, un insieme di glifi finora indecifrati”.
(William M. Gelbart)

A tal proposito, il 98,5% del nostro DNA è composto di sequenze non codificanti, un tempo chiamato “DNA spazzatura” perché sembrava non avere alcun tipo di utilità. Al suo interno, una parte preponderante è costituita da elementi ripetuti (o DNA ripetitivo), apparentemente privi di funzione, spesso utilizzati dai genetisti per svolgere analisi filogenetiche.

Dal punto di vista teorico, la presenza di grandi quantità di DNA non codificante è contro la logica evoluzionistica: la replicazione di una tale quantità di informazioni «inutili», sembrerebbe essere un grande spreco di energia. Ma potrebbe avere una funzione protettiva nei confronti del DNA per danni casuali da parte di agenti esterni, come «zona cuscinetto» o riserva di materiale di ricambio.
Oggi sappiamo che il 25% del DNA non codificante orgina da retrotrasposoni di HERV (Human Endogenous RetroVirus) e che in quelle immense regioni del genoma si nascondono funzioni essenziali per la regolazione della vita, la protezione del DNA e l’evoluzione stessa della specie.

Il mistero della vita è la sua bellezza.

La nostra identità non è scritta solo nei geni.
Siamo anche il cibo che scegliamo di mangiare,
la musica che ascoltiamo,
le amicizie che coltiviamo,
i libri che leggiamo,
l’arte che ci emoziona,
i luoghi che attraversiamo
e i sogni che inseguiamo.

I geni ci raccontano da dove veniamo, ma non possono dirci dove andremo.

Conoscere le nostre radici per comprendere il presente
e costruire con maggiore consapevolezza il futuro.

«Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo.
Alcune ci portano indietro e si chiamano ricordi;
alcune ci portano avanti e si chiamano sogni»

(Jeremy Irons)

Autori articolo:

Maurizio Grandi (Oncologo Ommunoematologo, Direttore di La Torre
Arianna Ballati (Psicologa e Nutrizionista)
Alina Jitaru (Tirocinante in psicologia)

Vi aspettiamo giovedì 4 giugno alle ore 18 presso La Torre, come occasione per continuare insieme questo viaggio tra scienza e umanità e costruire il proprio albero genealogico. Invitiamo i presenti a portare il proprio PC per imparare a costruire l’albero su FamilySearch.
Progetto organizzato da Cognisfera – Abitare la Terra.

Bibliografia:

  • Watson, J. D., Crick, F. H. C. (1953). Molecular structure of nucleic acids. Nature.
  • Alberts, B. et al. (2014). Molecular Biology of the Cell. Garland Science.
  • Griffiths, A. J. F. et al. (2015). Introduction to Genetic Analysis. W. H. Freeman.
  • Collins, F. S. (2006). The Language of Life: DNA and the Revolution in Personalized Medicine. HarperCollins.
  • Venter, J. C. (2007). A Life Decoded. Viking.
  • International Human Genome Sequencing Consortium (2001). Initial sequencing of the human genome. Nature.
  • ENCODE Project Consortium (2012). An integrated encyclopedia of DNA elements in the human genome. Nature.
  • Dawkins, R. (2006). The Selfish Gene. Oxford University Press.
  • Mattick, J. S. (2004). RNA regulatioCann, R. L., Stoneking, M., Wilson, A. C. (1987). Mitochondrial DNA and human evolution. Nature.
  • Wallace, D. C. (2010). Bioenergetics, genetics, and mitochondrial DNA. PNAS.
  • Brown, W. M. (1980s–1990s). Studi sul DNA mitocondriale e genealogia umana.
  • Ridley, M. (2000). Genome: The Autobiography of a Species in 23 Chapters.
  • Zimmer, C. (2018). She Has Her Mother’s Laugh. Dutton.
  • Watson, J. D. (2007). DNA: The Secret of Life. Knopf.

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