Spianata del tempio di Gerusalemme: quartier generale dei Milites e la Cupola  della Roccia; SIGILLUM MILITUM

Spianata del tempio di Gerusalemme: quartier generale dei Milites e la Cupola della Roccia; SIGILLUM MILITUM

Riallacciandoci agli argomenti dei precedenti interventi, la vicenda medievale connessa agli Ordini cavallereschi costituisce una pagina di particolare importanza in virtù di quella cultura e spiritualità che da questi, attraverso i secoli, giungono ancora oggi sino a noi. I cavalieri del Tempio di Salomone ovvero la Militia Salomonica Templi, così come è chiamato l’Ordine cavalleresco dei Templari nelle fonti scritte dei secoli XII-XIII, saldarono la loro origine alla custodia della Terra Santa e dei pellegrini che vi si recavano da ogni parte d’Europa.  I  fratres Templi nacquero in seguito a quella prima Crociata, che – voluta da Urbano II (il monaco cluniacense Oddone di Lagery, papa tra 1088-1099), a difesa dell’imperatore bizantino contro l’aggressione dei Turchi, portò, nel luglio 1099, alla conquista di Gerusalemme.

Allo scopo di comunicare gli aspetti emblematici e peculiari della loro vicenda storica, inizia dalla presente una serie di sintetici interventi: le modalità della nascita dei Pauperes commilitones Christi templique Salomonis (Poveri soldati di Cristo e del Tempio di Salomone) nel 1120, la custodia della Terrasanta, le straordinarie capacità che essi profusero nei diversi campi della cultura e dell’economia (si pensi anche al sinergico incontro  con culture diverse quali l’araba e l’ebraica) per cui arrivarono a gestire tra il XII e il XIII secolo la rete dei più importanti percorsi di pellegrinaggio attraverso l’Europa in direzione dell’Oriente, costituiscono gli ambiti della ricerca.

Il titolo Dinamiche territoriali e tipologie insediative templari tra i secoli XII-XIII  è di per sé indicativo   dell’impostazione metodologica onde rintracciare, dove possibile, la campionatura tipologica con relativa mappatura dei diversi siti della storia templare, in ambito nazionale e sovranazionale, come contributo necessario a nuovi studi tra il primo quarto del XII secolo e il primo decennio del XIV. Ci si riferisce in specifico a: siti fortificati di vario tipo (rocche, castelli, torri), hospitalia, monasteri – di valle e d’altura – e strutture produttive a questi connessi, centri comunali / civitates, chiese, ecc., e alle dinamiche territoriali giuridico-amministrative connesse. In tale luce, assume particolare valore quanto la tradizione e le ricerche nate nell’alveo del cosiddetto templarismo – sviluppato dai primi secoli dell’età moderna, ma più evidentemente dall’inizio dell’età illuministica (nel corso del XVIII secolo) – hanno già in parte appurato anche sulla tragica fine dell’Ordine e sull’accanimento successivo alla morte del Gran maestro Jacques de Molay e di Geoffrey de Charnay (il 18 marzo 1314) nel voler cancellare sia la memoria templare sia quanto si intuiva vicino ai Christi Pauperes Milites. L’annientamento dei Templari sancito da Filippo il Bello di Francia nel nome di loschi interessi economico-finanziari è tuttora al vaglio di un serio riesame storico benché recenti scoperte abbiano apportato contributi decisivi a un’attendibile conoscenza dei fatti: Barbara Frale (settembre 2001) tra le carte originali dell’Archivio Segreto Vaticano <fondo di Castel S. Angelo> relative al processo intentato contro i Templari ha rinvenuto, ad esempio, una pergamena di papa Clemente V (1305-1314) contenente l’assoluzione concessa per autorità dal pontefice a Jacques de Molay e ai maggiori dignitari del Tempio detenuti dal re di Francia nelle segrete del suo fortilizio di Chinon: la pergamena è parte integrante dell’inchiesta pontificia a Poitiers nell’estate 1308.

La consapevolezza delle vere ragioni (tra cui lo scopo di lucro) nascoste sotto il castello di accuse costruito ad arte contro i Milites Templi appare evidente nelle attestazioni di insigni personaggi del tempo tra cui gli stessi Dante Alighieri e Boccaccio.

Si può dunque parlare oggi di un vero e proprio cammino di restituzione storica, come sembra confermato anche dai più recenti contributi di ricerca medievale tesi ad approfondire i diversi aspetti della cultura e della civiltà di quei secoli, mentre una storiografia erudita non disgiunta da espressioni letterarie di età moderna forniscono talvolta fossili guida di grande interesse per una serie indagine a ritroso nel tempo.

 

Bibliografia essenziale articolo: cfr. B. Frale, Il papato e il processo ai Templari. L’inedita assoluzione di Chinon alla luce della diplomatica pontificia, Roma 2003. La pergamena di Chinon negli archivi vaticani: http://asv.vatican.va/it/visit/doc/zoom03.html; F. Cardini, Templari e templarismo. Storia. Mito. Menzogna, Rimini, 2005. Di Dante Alighieri: Purgatorio, XX, 91-96 : Ugo Capeto condanna l’erede di Filippo IV per la distruzione del Tempio, mentre il padre di Boccaccio, mercante a Parigi, assistette di persona all’ultimo rogo del Gran Maestro (Giovanni Boccaccio, De casibus virorum illustrium, libro IX).