I Bwiti sono un gruppo religioso dell’Africa centrale in cui l’uso della Tabernanthe iboga, la pianta che è fonte dell’ibogaina, è parte integrante della loro società. Le radici della Tabernanthe iboga contengono oltre 12 differenti alcaloidi, tra cui l’ibogaina.

Le origini di questa religione sono oscure, la maggior parte degli studiosi ritiene che il bwiti derivi dalle tradizioni religiose dei Pigmei, successivamente modificate e adattate delle varie tribù locali. Il bwiti è quindi una religione sincretica proveniente da fonti diverse e che viene interpretata in maniera diversa dai differenti gruppi che la praticano.

La radice della pianta Tabernanthe iboga chiamata iboga o eboka ha due principali usi all’interno del gruppo.
A piccole dosi viene usata come stimolante, principalmente nel corso di battute di caccia o come sostegno nel lavoro rituale.
A dosi maggiori è l’elemento centrale del rituale iniziatico, una potente cerimonia di “rinascita” alla quale i membri del gruppo si sottopongono prima dell’inizio della loro adolescenza. Tappa essenziale per l’appartenenza al gruppo.
L’iboga viene consumata nel corso della prima notte della cerimonia di iniziazione e può essere presa nel corso delle notti successive, se ritenuto necessario. L’uso dell’iboga è supervisionato da un nganga, un sacerdote anziano.
L’iniziazione è un processo indispensabile per la promozione sociale all’interno della tribù e la persona che non è in grado di diventare bwiti rimane un “paria” ed è considerato da tutti sorta di una donna.
Porta con sé la certezza visiva, tattile ed uditiva dell’incontestabile esistenza dell’al di là. Attraverso la sua essenza spirituale immutabile, l’uomo appartiene a due piani di esistenza con i quali si mescola, non sapendo esattamente dove iniziano nascita e morte. La morte fisica perde tutti i suoi significati nel momento in cui non è altro che una nuova vita, un’altra esistenza.

L’iboga non ha nulla a che vedere con la nozione di tempo, presente, passato e futuro sono un tutt’uno; attraverso il consumo, l’uomo ritorna al suo stato di nascita da cui proviene.

Il candidato è diventato un iniziato scoprendo il Bwiti in un’altra realtà, vale a dire nell’altra vita che è al tempo stesso morte fisica e morte iniziatica. Attraverso il sogno ad occhi aperti, egli ha una fugace visione del suo presente, passato e futuro, del suo essere uomo, immutabile nell’essenza spirituale e vivente su due piani di esistenza. L’iniziato ha visto, conosce, crede, ma farà questo viaggio soltanto due volte: durante l’iniziazione e al momento della morte.

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