Oggi, 23 aprile. Giornata mondiale del libro.
Promossa dall’Unesco a partire dal 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale festività. La lettura, occasione di contemplazione, di riflessione e… di riletture! Un’occasione preziosa per riappropriarci del nostro tempo, direbbe qualcuno; il tempo di una vita a misura d’uomo e non di automa, col conforto silenzioso di un bel libro a scandire il lento respiro di una fredda giornata d’inverno.
Come gli estimatori della narrativa di genere ben sanno, il tempo – inteso in tutte le sue molteplici declinazioni – è fattore fondamentale nel determinare il corso degli eventi.
“Date tempo al tempo, e anche i nodi di un mistero all’apparenza inestricabile saranno sciolti”, affermava molti anni fa Agatha Christie. A noi, assidui frequentatori dell’universo dei sogni, poco importa che nella vita reale le cose, molto spesso, vadano diversamente… Le parole di “sua maestà” la regina del Giallo rievocano il fascino eterno di un filone narrativo che, oggi come ieri, continua ad appassionare generazioni di lettori. Il libro che ho avuto occasione di rileggere in questi giorni ne è la più fedele testimonianza.
“Le ombre di Halloween” (a cura di Flaminia Brasini, Editrice la Scuola) è a tutti gli effetti un piccolo classico della letteratura italiana per ragazzi. Un romanzo che fin dalla sua prima edizione (maggio 2006) ottenne un ottimo riscontro di pubblico e critica, tale da venire insignito del prestigioso Premio Bancarellino. D’altra parte il suo autore, Maurizio Giannini, può vantare un’opera tanto vasta quanto degna di menzione. Classe 1951, romano, architetto di formazione, una carriera da insegnante e da raffinato intessitore di trame, ha al suo attivo oltre 80 titoli pubblicati in Italia e all’estero, nonchè un’esperienza oramai pluridecennale nel settore dell’editoria per ragazzi, sia in veste di editor che di scrittore.
La trama – 156 pagine suddivise in 18 capitoli – ruota attorno alle vicende di tre giovani amiche, tre adolescenti coraggiose e piene di fantasia; ragazze diverse per provenienza, carattere e disposizioni, ma profondamente unite, al punto da affrontare insieme tanto le vicissitudini della vita quotidiana quanto i casi più insoliti e intricati, come quello in cui si trovano coinvolte in questa storia.
L’avventura ha inizio in una nebbiosa serata di fine ottobre, in Veneto, nella villa di campagna di una delle tre, durante una festa a tema Halloween. Alcuni degli invitati notano dei movimenti sospetti in una vecchia casa in rovina poco lontana. Solo suggestioni o vi è qualcosa di realmente anomalo? E in tal caso, quali misteri indicibili potrebbero mai celarsi tra quelle mura decrepite e polverose?
Inizialmente quasi per gioco, le tre decidono di vederci chiaro, ma ben presto la loro indagine viene compromessa dalla scomparsa improvvisa di una di loro. A quel punto, le due amiche rimaste decidono di chiedere aiuto a un ex commissario di polizia in pensione e ad un’anziana e simpatica signora. La nuova squadra si avventura in una lunga ricerca – non priva di colpi di scena – che la condurrà fino a Venezia, dove dovrà affrontare insidie mortali e numerosi pericoli, tra nuovi amici e malviventi d’ogni sorta…
In tutto l’arco degli episodi, la vicenda si dipana in maniera scorrevole, seguendo uno sviluppo narrativo lineare. Al netto di uno stile di scrittura particolarmente descrittivo, non si indugia mai in dettagli superflui, fini a sè stessi, potenzialmente dispersivi. Ogni parola è funzionale a una migliore comprensione del racconto.
Punto di forza indiscusso della narrazione l’ottima gestione dei comprimari, ai quali l’autore ha saputo infondere un’identità ben definita, nonchè un notevole spessore psicologico che emerge talvolta fra le righe. Ognuno di essi presenta delle peculiarità caratteriali tali da renderli credibili, empatici, profondamente umani, sempre affiatati nel districarsi agevolmente in un contesto in cui, come da cifra distintiva del genere, realismo e razionalità predominano. Niente sensazionalismi o sospensioni dell’incredulità, insomma. Tutto perfettamente misurato ed efficace.
Nei capitoli finali il ritmo subisce una naturale accelerazione e si arriva al dunque in un crescendo di suspense e di azione senza tregua.
Una lettura nel complesso gradevole, coinvolgente il giusto e distensiva quanto basta per far pace, almeno un pò, col nostro tempo… o ciò che ne resta. D’altronde, checchè ne dicano gli scettici e i relativisti, il tempo dedicato alla lettura è sempre tempo guadagnato, non vi pare?
Articolo di Edoardo Atzori