Il 12 febbraio 2016 è stata la giornata mondiale del bambino oncologico.

Ogni anno in Italia più di 1500 bambini si ammalano di patologie onco-ematologiche e i tumori pediatrici sono la prima causa di mortalità da malattia nei minori.

L’Italia ha raggiunto, infatti, il record mondiale dei tumori dell’Infanzia (dati OMS), perdendo almeno 8 anni di aspettativa di vita sana nell’ultimo decennio (Eurostat).

Oltre il 35% di tutti i pesticidi europei sono utilizzati in Italia, con un livello circa dieci volte maggiore (per ettaro e per abitante) rispetto ai partners UE.

Negli ultimi mesi il glifosato è diventato l’argomento più cool e glamour.

Ma con la VITA, la SALUTE e la VERITA’ non si può e non si deve giocare.

Il glifosato è il pesticida più utilizzato in tutto il mondo.  Mai nessuna sostanza è stata aspersa su una superficie mondiale tanto vasta. E’ nel mercato dal 1974. E’ un principio attivo scoperto dalla Monsanto negli anni settanta e commercializzato con l’etichetta Roundup. E’oggi presente in 750 erbicidi impiegati – anche con etichette diverse – in agricoltura (sulle grandi coltivazioni di frutta e cereali), nel giardinaggio, nella tutela del verde pubblico e per eliminare l’erba dai cigli delle strade: il glifosato viene irrorato con disinvoltura su campi e giardini in Italia, senza tenere adeguatamente conto dei rischi per la salute.

Tutti noi siamo esposti agli erbicidi, sia nel momento di erogazione, sia assumendo il prodotto finito.

Dal 1992 al 2012 il suo uso è aumentato di 140 volte solo negli Stati Uniti.

E’ il fitofarmaco più collegato alle coltivazioni Ogm e le colture tolleranti al glifosato (TG) sono molto diffuse in tutto il mondo: l’85% dei 134 milioni di ettari coltivati con piante geneticamente modificate.

8,6 miliardi di chilogrammi di glifosato sono stati spruzzati nel 2014.

Ambientalisti, scienziati, politici, multinazionali, genitori, malati: tanti sono i possibili punti di osservazione.

Ma i fatti sono fatti: vanno osservati e descritti. Non possono essere interpretati.

Il glifosato agisce sostanzialmente come catalizzatore di tossicità cellulare, permettendo alle sostanze chimiche tossiche di origine alimentare di rimanere imprigionate stabilmente nell’organismo.

Le sostanze tossiche entrano in competizione con i minerali nel corpo, impoverendo il sistema immunitario dei suoi poteri preventivi.

Il glifosato uccide i microrganismi benefici e fa crescere quelli patogeni, rende le piante più inclini ad ammalarsi e a diventare veicolo di tossine pericolose per la salute.

Dalle radici il glifosato passa nel suolo ed ha effetti negativi anche sulle colture successive.

Gli effetti tossici del glifosato sono cumulativi e peggiorano con l’uso continuato.

Solo gli addetti ai lavori sanno, del resto, che il glifosato è effettivamente brevettato come sinergizzante di micoerbicidi per migliorare la virulenza e patogenicità dei funghi usati per il controllo biologico delle malerbe.

In particolare i bambini rappresentano la categoria a massimo rischio, dal momento che i cosiddetti limiti sono stabiliti in relazione a soggetti adulti, in quanto parametrati su corpo di 60 kg di peso. Non viene considerata, nella rilevazioni statistiche e nella fissazione dei limiti soglia la “sinergia negativa” tra le diverse sostanze residue, perchè i limiti di tolleranza sono stabiliti per ogni singolo principio attivo chimico e non è previsto un limite massimo ammissibile della sommatoria di diversi residui che possano essere presenti negli alimenti, che “moltiplicano” la loro tossicità, decine o centinaia di volte, anche a livelli minimi.

Del resto le soglie di tolleranza sono stabilite “al kg”, come se gli esseri umani fossero tutti uguali e differissero solo per il volume di peso. Cioè le soglie sono fissate su criteri di tossicità acuta, ma:

  • non considerano i criteri, molto più complessi, riguardanti la tossicità cronica di medio e lungo periodo;
  • non considerano la delicata peculiarità degli organismi in via di sviluppo, come i nascituri e i bambini e per quelli ancor più sensibili di chi è già soggetto a patologie croniche, come nel caso degli anziani.

Ma la nostra Costituzione tutela il diritto alla salute e all’uguaglianza e garantisce la pari dignità dei cittadini di fronte alla legge: le norme di cui agli articoli 3 e 32 della Costituzione ed il principio di precauzione sono palesemente violati.

Costituisce una contraddizione in termini ragionare in termini di “normale tollerabilità” nei confronti di sostanze “normalmente tossiche” e pericolose per la salute. 

L’Italia è, secondo un rapporto dell’ISPRA del febbraio 2015, il maggiore consumatore tra quelli dell’Europa occidentale di pesticidi per unità di superficie coltivata, con valori doppi rispetto a quelli della Francia e della Germania e il nuovo rapporto appena pubblicato dell’ISPRA 2/3 delle acque di superficie e 1/3 di quelle sotterranee sono piene di pesticidi e la situazione è peggiorata.
Il glifosato è stato inserito dall’Agenzia IARC dell’OMS (International Agency for Cancer Research) nella lista dei pesticidi potenzialmente cancerogeni per gli esseri umani.

Lo studio è stato pubblicato a marzo del 2015 sulla prestigiosa rivista The Lancet, per cui l’OMS ha qualificato il glifosato “probabilmente cancerogeno”, con un verdetto chiaro e semplice, che spiega e certifica come il glifosato alteri l’equilibrio dei microrganismi intestinali, uccidendone diversi.

La probabile cancerogeneticità non dipende solo dalla sostanza, ma anche dalle vittime della contaminazione, più o meno sensibili alla sostanza cancerogena stessa.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) a novembre del 2015 ha minimizzato i rischi, stabilendo la dose massima di assunzione giornaliera in 0,5 mg per kg di peso corporeo e lo ha classificato come “probabilmente non cancerogeno”.

Tuttavia, il conflitto di interesse è palese.

Tra chi decide se un prodotto è tossico per la salute di un intero continente ci sono scienziati alle dipendenze dei produttori: un’inchiesta del Corporate Europe Observatory ha rilevato che all’interno del panel di scienziati incaricato dell’indagine di sicurezza per conto della Commissione Europea, tre componenti sono stabili consulenti di BASF e Bayer.

Il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione europea di prorogare la concessione per l’utilizzo di tale principio attivo: la decisione è attesa questa settimana e – incredibilmente – proprio ieri giunge la notizia che il Panel of experts on Pesticides residues in food and environment “assolve” il glifosato (insieme al dilazinone e al malatione) in quanto la somministrazione di prodotti derivati “fino a 2000 milligrammi per chilo di peso per via orale” non sarebbe associata  a effetti genotossici nella maggioranza di studi condotti su mammiferi.

Ma ancora un volta, legittimi dubbi sorgono sulla autonomia di giudizio di questi esperti: due dei firmatari sono palesemente legati ad un istituto americano (International Life Sciences Institute) finanziato da aziende private tra cui la Monsanto.

Del resto, nelle ultime settimane proliferavano test e ricerche di pesticidi  nei prodotti a base di cereali (pasta, farina, biscotti, fette biscottate e corn flakes) , ma leggiamo sui quotidiani che non c’è nulla da temere perché tutto sarebbe “fortunatamente” nei limiti di legge e i produttori di pasta e prodotti da forno, in un clima di “sdrammatizzazione” affermano con la massima serenità: “nessun rischio neppure mangiando 200 kg di cibo al giorno” , precisando che  ingiustificati allarmismi sarebbero controproducenti per tutti (consumatori e produttori).

Insomma, perché preoccuparsi: pare che non sia possibile superare i limiti di sicurezza stabiliti dalle autorità sanitarie.

Eppure, il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato un’inchiesta a tale riguardo, a febbraio 2015, ove si riferisce a pericoli di deformazioni fetali con perdita del quoziente intellettivo, mutilazioni genitali, infertilità e carcinogenesi. Eppure Richard Finnell, docente di scienza della nutrizione e direttore della ricerca sul genoma al Dell Children’s Medical Center of Central Texas, riferisce dei risultati di uno studio delle università del Texas e di Peking, che dimostra come gli agenti inquinanti aumentino del 450% le malformazioni fetali.

E, infatti, tanti medici e scienziati in tutto il mondo gridano a gran voce, che il glifosato è una sostanza che – anche a basse dosi – risulta correlata oltre che al cancro, rispetto a cui svolge una funzione pro-cancerogena, anche alla infertilità, ai danni al sistema nervoso, alle malattie renali, alle alterazioni al sistema endocrino, nonché a difetti alla nascita e danni genetici.

Ottimisticamente vorrei poter credere alla bella favola che i pesticidi non sono, poi, così pericolosi per la nostra salute.

Le favole mi piacciono molto.

Ma a questa favola no, non riesco a credere.

Perché il lupo cattivo, in questa favola, è vero, affamato e pronto a fare vittime, in nome purtroppo di interessi economici ciechi e senza pietà.

La Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di poche persone”, diceva Gandhi.

 

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