La penisola arabica, e più in particolare lo Yemen, conservano due delle piante più antiche e preziose per la medicina tradizionale.

La mirra (Commiphora) e l’incenso (Boswellia serrata).

Dai dotti resiniferi delle piante trasudano oli che si solidificano all’aria, costituendo le resine, i balsami pregiati, le “lacrime sacre”.

Per secoli utilizzate come unguento e profumo, con azione antidolorifica, antinfiammatoria, analgesica, antibatterica e vulneraria.

La raccolta del trasudato segue il tempo balsamico della pianta (da giugno a novembre) quando il caldo e la siccità stimolano la produzione della resina da parte della pianta che la utilizza come meccanismo difensivo. Monoterpeni (prevalenti nella Boswellia) e sesquiterpeni (prevalenti nella Myrra) sono i principali principi attivi contenuti nella resine, prodotti come strategie di adattamento difensive e evolutive della pianta contro le alte temperature, gli insetti, le infezioni, i predatori (gli animali che se ne nutrono).

I triterpeni della mirra, oltre ad avere attività antineoplastica (vedi libro La Rotta delle Resine), hanno attività protettive sul sistema nervoso centrale.

1) Agiscono come antinfiammatori e antiossidanti (inibiscono la produzione di leucotrieni eicosanoidi) riducendo l’infiammazione neuronale e il danno ossidativo caratteristico dei neuroni di persone affette da morbo di Alzheimer.

2) Hanno potente e complessa azione neuroimmunologica (vedi immagine sottostante):

3) Agiscono sulla memoria. Alfa-pirene, beta-pirene, gamma-pirene hanno azione inibitrice, non competitiva, sulle acetilcolinesterasi umana, enzima deputato alla degradazione dell’acetilcolina (neurotrasmettitore maggiormente coinvolto nella patologia di Alzheimer).

4) Contrasta la formazione di placche di beta-amiloide (segno caratteristico nell’Alzheimer).

L’incenso della Boswellia interagisce con il cervello. Due sostanze del fitocomplesso (olivetolo e verbenolo) si combinano durante la combusione e nell’ambiente acido dello stomaco danno origine a piccole quantità di tetra-idro-cannabinolo, modulando la frequenza e il ritmo delle onde cerebrali.

ATTIVITA’ SUL DOLORE

Il furanoeudesma-1,3-diene e il curzarene presenti nella resina di Boswellia hanno proprietà analgesiche. Il furanoeudesma sostituisce in maniera dose-dipendente il legame di (3H) diprenorfina nelle membrane cerebrali con somiglianza strutturale con il peptide PL017 (morphiceptina) e con DPDPE, recettori della morfina. A differenza dei FANS, le resine non sono lesive sulla mucosa gastroduodenale.

Siamo partiti con il Corso “Botanicals. Farmaci dal Mondo” lo scorso 22 settembre 2025, presentando le resine presenti nell’ATAR. Ci rivedremo per il prossimo incontro il 20 ottobre con i prossimi Botanicals.

Autori dell’articolo:
Maurizio Grandi (Oncologo, Immunoematologo, Direttore de La Torre di Maurizio Grandi)
Arianna Ballati (Psicologa. Specializzata in Neuroscienze e Nutraceutica)
Giada la Cognata (Tirocinante in Psicologia, da Università Ee-campus presso La Torre di Maurizio Grandi)

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