Nel Parkinson lo stress ossidativo danneggia i neuroni dopaminergici della substantia nigra (vedi immagine e didascalia sottostanti).

I sesquiterpeni e le cumarine presenti nella resina della mirra (Commiphora) hanno azione antiossidante e antinfiammatoria: riducono i radicali liberi e proteggono i neuroni dalla degenerazione tipica del Parkinson; riducono la neuroinfiammazione inibendo le citochini pro-infiammatorie, come TNF-alfa e IL-6.

Nel morbo di Parkison, il tessuto cerebrale si caratterzza per la deposizione di una proteina (la sinucleina) nei gangli della base (substantia nigra). In quest’area profonda del cervello sono localizzati i neuroni dopaminergici (ossia che producono un neurotrasmettitore chiamato dopamina), cellule nervose coinvolte nel movimento.
A causa della formazione di aggregati di sinucleina (chiamati corpi di Lewy), che si verifica per ragioni ancora non chiare, i neuroni dopaminergici muoiono e il paziente è colpito da crescenti difficoltà motorie.
La sintomatologia si manifesta quando viene perso oltre il 60% delle cellule produttrici di dopamina. (Fonte: https://www.micuro.it/)

Siamo partiti con il Corso
“Botanicals. Farmaci dal Mondo”
lo scorso 22 settembre 2025,
presentando le resine presenti nell’ATAR.
Ci rivedremo per il prossimo incontro
il 20 ottobre con altri Botanicals.

Autori dell’articolo:
Maurizio Grandi (Oncologo, Immunoematologo, Direttore de La Torre di Maurizio Grandi)
Arianna Ballati (Psicologa. Specializzata in Neuroscienze e Nutraceutica)
Giada la Cognata (Tirocinante in Psicologia, da Università Ee-campus presso La Torre di Maurizio Grandi)

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